Non demolire! Ricicla…

Economia circolare e patrimonio architettonico: nuove soluzioni sostenibili. 

Oggi costruire implica la conoscenza dei cicli di vita dei materiali, l’estrazione delle risorse naturali e il loro impatto ambientale. Oggi è costantemente presente il bisogno di rivedere il modo in cui definiamo lo spazio su cui costruire manufatti. Oggi è ormai appurato come sia opportuno discostarsi dai vetusti e insostenibili sistemi lineari e fare ricorso a quelli circolari, i quali prevedono un costante processo di trasformazione e ridistribuzione della materia. Quindi, strategie legate all’economia circolare applicate alla salvaguardia del patrimonio architettonico – per la manutenzione o il restauro – possono incentivare i cambiamenti necessari verso una società più sostenibile.

Gli edifici tutelati in quanto parte del patrimonio culturale delle comunità sono di fondamentale importanza per il paesaggio urbano. Non sono sempre punti di riferimento delle nostre città, non parliamo solamente di monumenti, ma ognuno di essi è uno spazio che riflette caratteristiche culturali e storiche, e contribuisce a definire il portato culturale (heritage) delle comunità che vivono in un determinato territorio e contesto sociale. Rinnovare o riadattare con un intervento sostenibile questi spazi, che spesso restano abbandonati o vengono semplicemente abbattuti, è un modo per riclassificare le aree urbane e recuperare memorie importanti.

Lavorare con la circolarità dei materiali proponendo il riuso come alternativa per l’industria edilizia, vuol dire avere una maggiore consapevolezza socio-ambientale. Di fatto vengono date nuove possibilità di vita ai materiali di recupero, si riducono la quantità di rifiuti da demolizione e i materiali da costruzione hanno un minor impatto ambientale. Le città posso così essere interpretate come delle vere e proprie miniere, anzi delle “miniere urbane”, come affermato dallo studio brasiliano RUÍNA Arquitetura fondato da Julia Peres e Victoria Braga. Le città offrono da sole «tutte le risorse materiali necessarie al proprio e costante rinnovamento, eliminando il bisogno di ricorrere al modello lineare e all’estrazione di risorse naturali». Ed è proprio la riduzione di tale estrazione di materiali dall’ambiente il punto fermo dell’economia circolare in ottica di edilizia civile.

Considerare la circolarità dei materiali quando si interviene sul patrimonio urbano significa strutturare il futuro a partire da quanto è stato creato nel passato. Ciò è possibile solamente valorizzando le caratteristiche locali, integrando materiali riciclati e tecniche già note, invece di optare per qualcosa di nuovo che richiede il dispendio di ingenti risorse naturali e finanziarie. Non adottare nuovi materiali, infatti, non diminuisce affatto la qualità dell’innovazione, anzi, il riuso degli edifici del patrimonio architettonico-culturale e dei loro elementi fa sì che si possa parlare di sviluppo urbano sostenibile. Il significato di bene comune, in tal modo, si amplia sostenendo lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Si tratta di un vero e proprio nuovo modo di intendere come abitiamo.

A questa nuova visione contribuisce anche una scelta sostenibile nel campo del design e dei comfort, oltreché nel trovare soluzioni agli sprechi, come per l’uso dell’acqua e per il riscaldamento. Ampliare le aree verdi, per fare un solo esempio, è sempre una buona strategia per mantenere un microclima più gradevole. Oltre al riutilizzo dell’acqua e a un sistema energetico ad alta efficienza, devono essere implementati il riuso e il riciclaggio dei rifiuti. Gli ambienti all’interno degli edifici, poi, possono essere condivisi e multifunzionali. Dal punto di vista della scelta dei materiali, si dovrebbe preferire l’utilizzo di quelli a base biologica e di origine sostenibile, come per esempio il legno con l’etichetta FSC, che stabilisce una strategia di circolarità di alto livello, in quanto la biomassa, nel tempo, può essere restituita agli stock di risorse naturali. Dal punto di vista, invece, dei trasporti – altra voce da tenere in considerazione – più il materiale e le risorse utilizzate sono vicine al cantiere, minori saranno i costi economici e ambientali della logistica.

Va da sé che l’effettiva circolarità nel settore edilizio dipenderà dal modo con cui le persone ne fruiranno. Essa, infatti, parte sì dal materiale, ma in seguito si estende alle persone: è un ciclo insieme naturale e culturale.

Fonte: archdaily.com