L’architettura in simbiosi con la natura

Senosiain nel paese delle meraviglie.

Quetzalcóatl era una divinità venerata dagli antichi popoli della Mesoamerica preispanica. Il “serpente piumato” prendeva le caratteristiche da due diversi animali, il serpente, appunto, e il quetzal, uccello dalla coda dai colori splendenti, con un piumaggio verde smeraldo, rosso e bianco.

Secondo il mito, Quetzalcóatl – considerato tra i più importanti dei del pantheon delle civiltà tolteca, maya e, soprattutto, azteca – sarebbe realmente vissuto e, nella notte dei tempi, avrebbe insegnato agli uomini la metallurgia e la scrittura. Egli era un dio buono, dalla pelle bianca, contrario ai sacrifici umani e alla guerra. Attorno alla sua scomparsa, al suo esilio dalla Terra dovuto alla lotta con il suo gemello opposto Tezcatlipoca, il vendicatore, ruota l’intero destino dei popoli precolombiani, i quali ne attendevano, messianicamente, il ritorno via mare. Così, all’arrivo degli Spagnoli guidati da Hernán Cortés molti indigeni credettero che fosse proprio il dio tanto e lo accolsero a braccia aperte. Il resto è storia…

Da qualche anno ormai, a Naucalpan de Juárez, non molto distante da Città del Messico, Quetzalcóatl è tornato davvero, ispiratore di una magnifica opera architettonica di “habitat organico”, nata dal genio dell’architetto Javier Senosiain Aguilar, il quale ha pensato bene di fargli un nido per riposare dopo le sue lunghe e interminabili peripezie nell’universo sconosciuto. Di nuovo tra gli uomini, il dio degli Aztechi veglia sul genere umano e sul nostro delicato ecosistema.

Senosiain Aguilar, architetto di fama mondiale, ha dedicato la sua vita professionale alla ricerca e alla sperimentazione dello spazio abitabile dall’uomo nel suo rapporto con la natura, quasi come un’alchimista, egli crea case ed edifici organici a forma di squali, conchiglie, serpenti, funghi e balene ed è tra i principali esponenti della cosiddetta “Architettura Organica”, una filosofia che promuove l’armonia tra l’habitat umano e il mondo naturale. Le sue svariate opere, completamente modellate sulle forme dell’ambiente che le accolgono, sembrano uscite da un film psichedelico degli anni Sessanta, oppure sembrano partorite dalla mente e dalla penna di Lewis Carroll, tant’è che non ci si meraviglierebbe di vedere la piccola Alice e il Bianconiglio scorrazzare su e giù per scale, tra viuzze, giardini, ponticelli e cespugli. Infatti, le case disegnate da Sanosiain sbucano da grotte nel terreno, sono strutture sinuose che si mimetizzano nel paesaggio, prendono forme animali e colori naturali.

L’idea di realizzare case organiche, racconta l’architetto messicano classe 1948, è nata dalla volontà di «creare uno spazio adattato all’uomo in base alle sue esigenze ambientali, fisiche e psicologiche; prendendo in considerazione la sua origine naturale e il suo background storico». Dunque, ecco spuntare luoghi che ricalcano l’utero materno, i rifugi per gli animali, le grotte degli uomini preistorici e gli igloo, tutti «spazi continui, ampi, integrali, luminosi e con forme mutevoli che seguono il ritmo naturale dei movimenti dell’uomo; spazi in cui i mobili integrati facilitano la circolazione e sfruttano al massimo l’area su cui si trovano».

Il “Nido de Quetzalcóatl” è una delle opere più famose Javier Senosiain Aguilar. Esso insiste su 5 mila metri quadrati su un terreno irregolare con un burrone e delle querce che attraversano lo longitudinalmente, grotte collassate su se stesse, depressioni e anche una specie di cratere. Di tutte le grotte solo una è stata conservata, quella ritenuta più affidabile, che misura circa 50 metri di lunghezza per 6 metri di larghezza. L’architettura del Nido è basata sull’osservazione della natura e sul cercare di incidere il meno possibile sul paesaggio. Per limitare le fondazioni, i punti di ancoraggio nel terreno, come è solito fare l’architetto ha scelto una superficie continua, mentre i materiali per gli interni creano ambienti sinuosi e confortevoli per l’uomo con l’obiettivo di farlo sentire parte integrante del contesto, o meglio, dell’ecosistema. Il materiale utilizzato, il ferrocemento, è modellabile come la plastilina usata per costruire i modelli e con esso è stato possibile formare un guscio protettivo e uno scheletro metallico in cui le aste sono disposte a forma di anelli, variando l’altezza a seconda dello spazio. Successivamente, le aste sono state avvolte a spirale. La copertura è stata quindi rivestita con uno strato di poliuretano spruzzato che funge da isolante e impermeabilizzante. La terra e l’erba, poi, proteggono il tutto dal sole, dal vento, dalla grandine e dalle variazioni climatiche per far fronte a periodi di siccità e di forte umidità. La duna verde rende l’involucro dell’opera e gli interni praticamente invisibili dall’esterno: da fuori l’occhio vede solo la natura: erba, arbusti, alberi e fiori. Passeggiare in giardino, dunque, è come camminare sul tetto di casa senza accorgersene. Infine, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa casa semi interrata è più luminosa e soleggiata di una casa convenzionale. In questo tipo di abitazioni le finestre possono essere orientate verso qualsiasi punto e le cupole consentono l’ingresso di luce e sole dall’alto. La ventilazione, poi, è facilitata grazie alle forme aerodinamiche dell’abitazione che consentono la libera circolazione dell’aria.

Una volta terminati i lavori, per dare maggior impatto visivo alla creazione si è pensato di collocare la testa di un serpente gigante all’imboccatura della grotta: l’effetto nato da questo azzardo estetico è stato talmente sui generis che, aggiungendo creatività a creatività, si è deciso di aggiungervi anche una coda di uccello… La coda del dio Quetzalcóatl!

Nello stesso filone di “Habitat Organico” si inseriscono anche altre opere di Senosiain Aguilar. Sulla scia estetica del celebre architetto catalano Antoni Gaudí – esponente del modernismo europeo del primo Novecento e autore dell’iconica Casa Batlló e del surreale Parc Güell a Barcellona – si inseriscono case e opere organiche come El Tiburón, La Ballena Mexicana, la Casa Flor, il Nautilus, El Hongo (campo sportivo), La Casa del Árbol, il Conjunto Satélite (che ricorda le case degli hobbit di tolkeniana memoria), la Ciudad Verde e tante altre, tutte in armonia e in simbiosi con la natura, tutte abitabili e visitabili per un’esperienza futuristica senza pari e nel pieno rispetto dell’ecosistema.

Fonte: www.arquitecturaorganica.com