La strada del fotovoltaico: innovazioni “olandesi” per un futuro sostenibile

Il programma della Commissione Europea “Making City” mira a dimostrare come le città possono trasformare i loro sistemi energetici per diventare più intelligenti e più sostenibili. Difatti, è stato constatato come le città cosiddette low carbon, ovvero a bassa emissione di gas serra, generano più energia di quanta ne consumano.

Ultimamente, in due città europee è stato testato e convalidato tale concetto: Groningen, nei Paesi Bassi e Oulu in Finlandia. A Groningen, città pioniera dell’innovazione, si vuol diventare carbon neutral entro il 2035 e per raggiungere l’obiettivo è stato installato un sentiero solare che servirà da esempio per il resto d’Europa.

Il 24 marzo scorso è stato inaugurato in città il nuovo percorso solare formato da 2.544 piastrelle fotovoltaiche distribuite su una superficie di 400 metri quadrati. La speciale pavimentazione energetica dovrebbe garantire almeno 53 mila kWh di elettricità all’anno per dare energia agli uffici comunali, compensando circa 18 tonnellate di CO2. Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito PLATIO Solar, BENG Products, Royal BAM Group e Royal SjoukeDijkstra. Oltre a essere funzionali, le piastrelle fotovoltaiche calpestabili sono anche ecosostenibili, in quanto impiegano plastica e vetro riciclati, più altri materiali di scarto. Il telaio in plastica riciclata, infatti, offre migliori proprietà in termini di resistenza e durata rispetto al cemento. I vetri sono inoltre temperati e dotati di superfici antiscivolo per garantire la massima sicurezza anche in caso di neve e ghiaccio. Si è calcolato che la produzione energetica delle piastrelle PLATIO potrebbe coprire il fabbisogno energetico annuo di diciotto famiglie, oppure più o meno quarantasette case per un giorno.

Non si tratta comunque di una novità assoluta, bensì dello sviluppo e dell’innovazione di un concetto che da tempo è stato messo in pratica. L’idea di poter integrare dei pannelli solari calpestabili nelle strade e nelle piste ciclabili ha la sua origine nel 2015. Il primo, ambizioso, progetto era stata presentato al Salone Mondiale dell’Efficienza di Parigi in Francia. Si trattava di una strada solare dal nome illuminante… “Wattway”. In essa, le celle fotovoltaiche in silicio policristallino erano rivestite da un multistrato traslucido dello spessore di pochi millimetri, il quale era composto da resine e polimeri per dare la possibilità alla luce solare di penetrare e, al contempo, per resistere alle sollecitazioni dovute al traffico. Difficoltà di pianificazione e migliorie tecnologiche da apportare scoraggiarono però le autorità francesi e si dovette momentaneamente sospendere una sua applicazione su larga scala.

Dall’altra parte, però, la ricerca si è spinta in avanti puntando a nuove versioni del prodotto. Tant’è che negli ultimissimi anni sono stati vari i newborn nel settore. Il progetto europeo “Rolling Solar” ha sostenuto la nascita di un’innovativa pavimentazione fotovoltaica in celle CIGS; un altro progetto che ha seguito la stessa direzione ha portato alla realizzazione di un prodotto su misura per il Medio Oriente e il Nordafrica in grado di tollerare i climi caldi senza perdere di efficienza, ovvero la famosa SUNPave, la mattonella solare testata durante i Campionati del Mondo di Calcio in Qatar nello stadio Al Thumama; senza dimenticare l’esempio di Floor, il fotovoltaico calpestabile, idea di Italiana Invent.

Tra le città europee più all’avanguardia in tale campo dell’innovazione tecnologica che guarda alla sostenibilità e all’autosufficienza energetica rientra anche Barcellona. Nella città catalana è stato da poco messo in pratica un progetto pilota che ricava energia solare dalle pavimentazioni dei parchi, dai percorsi pedonali e anche dai giardini privati con l’obiettivo di arrivare a emissioni zero entro il 2030. Il prototipo di Barcellona ha preso l’inspirazione dall’installazione di un tratto di 25 metri di pista ciclabile solare nella città olandese di Utrecht nel 2015, grazie al quale l’elettricità che si generava ha dato la possibilità di alimentare l’illuminazione e riscaldare il percorso durante l’inverno evitando la formazione del ghiaccio.

Insomma, da Utrecht a Groningen il cerchio si è aperto e chiuso nel paese dei tulipani, nazione da cui nascono come fiori nei campi progetti innovativi per il futuro del nostro pianeta.

Fonte: Platiosolar.com