Fotovoltaico tra nuove regole UE e progetti futuristici

Il Regolamento UE n. 2022/2577, in vigore dal 29 dicembre 2022, stabilisce i tempi e le modalità per favorire le energie rinnovabili e il passaggio a sistemi più ecologici di riscaldamento, come le pompe di calore, con l’obiettivo di accelerare la transizione energetica e la decarbonizzazione dell’energia e dei riscaldamenti. Si tratta di un regolamento temporaneo e d’emergenza, che ha lo scopo di velocizzare la diffusione di tecnologie cruciali per la transizione ecologica. Le nuove norme, però, potranno essere applicate solo quando più vantaggiose di quelle locali già esistenti.

Infatti, la normativa interviene sulla burocrazia, ovvero sull’iter autorizzativo degli impianti di energia solare e delle pompe di calore rendendolo più snello e veloce: i tempi per ultimare la procedura amministrativa di approvazione di un impianto fotovoltaico non devono superare i 3 mesi. Per gli impianti con potenza non superiore a 50 KW, trascorsi 30 giorni dall’applicazione e in assenza di problemi di sicurezza, la norma prevede un accordo tacito (sono esclusi i tempi impiegati per la costruzione del sistema e dell’infrastruttura di rete, oltre alle fasi amministrative di ammodernamenti significativi). Le modifiche più importanti entrano a gamba tesa sulla procedura per ottenere l’autorizzazione per le pompe di calore: per quelle fino a 50 MW il termine stabilito è di 30 giorni dalla data della richiesta; mentre per le pompe di calore geotermiche l’iter deve essere completato entro 3 mesi dalla richiesta.

La validità della norma è stata fissata a 18 mesi dalla sua entrata in vigore: l’iter semplificato può essere applicato solo alle procedure avviate tra il 30 dicembre 2022 e il 30 giugno 2024.

Intanto, l’Unione Europea guarda alle isole energetiche per incentivare l’utilizzo di energie rinnovabili e la transizione energetica. Bruxelles sta puntando con decisione sulle isole energetiche finanziando con 50 milioni di euro il progetto InterOPERA, ovvero “Enabling Interoperability of Multi-vendor HVDC Grids”, che rientra nei progetti Horizon Europe. Infatti, la produzione di energia pulita in mare aperto è una delle alternative allo sfruttamento dei terreni per l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici. L’obiettivo è generare circa 450 Gigawatt di energia eolica offshore entro il 2050. Per il momento, tra i progetti di isole energetiche il più concreto è stato messo a punto dalla Danimarca nel Mare del Nord e nel Mar Baltico.

Dall’altra parte del mondo, nella British Columbia (Canada) è stata costruita da Three Sixty Solar una futuristica torre fotovoltaica per produrre energia risparmiando spazio, sfruttando il più possibile l’altezza. I sistemi impilati alti dai 12 ai 36 metri sono stati progettati per sfruttare l’energia del sole dove lo spazio disponibile è poco. Con una potenza di picco fino a 250 kilowatt, la torre fotovoltaica promette di ridurre i costi associati allo sviluppo senza danneggiare l’ambiente e terreni.

Nella torre ogni unità possiede tre lati completamente coperti da pannelli solari verticali e la potenza finale dipende dall’orientamento della struttura, che non potrà mai garantire la resa massima possibile, ma il cui “effetto camino” all’interno aiuta a dissipare il calore, aumentando la resa. I risultati di 16 mesi di test dimostrano come la torre resista a condizioni meteo aggressive e i moduli non subiscano alcuna variazione della tensione o della corrente nel tempo, riducendo anche gli interventi di manutenzione.

Fonte: Horizon Europe