Agrivoltaico: 1,1 miliardo di euro nel PNNR 2023

Il governo italiano ha firmato il Piano su rinnovabili e agricoltura per favorire l’installazione di pannelli solari su terreni agricoli.
Lo scorso 14 aprile, infatti, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha approvato il decreto che promuove gli impianti agrivoltaici in Italia. 

Questo perché si darà fondo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con un finanziamento pari a circa 1,1 miliardi di euro per porre sui terreni agricoli 1,04 gigawatt di impianti fotovoltaici entro l’estate del 2026. Il decreto del governo è un progetto ambizioso scopriamo perché: l’agrivoltaico è una delle soluzioni individuate dal governo per raggiungere gli obiettivi della transizione energetica. Si tratta di un sistema tecnologico che permette la coesistenza sullo stesso terreno della produzione di energia e di quella agricola. In più, secondo gli esperti del settore, l’ombra proiettata dall’impianto fotovoltaico è in grado di incentivare la resa del terreno e ridurre il consumo di acqua per l’irrigazione. I sistemi agrivoltaici, infatti, prevedono che gli impianti fotovoltaici siano sollevati da terra, con moduli dotati di un sistema di inseguimento del sole: cosa che garantisce il passaggio della luce, fonte di vita per le piante, ma anche la massima resa dell’impianto.

I destinatari dell’incentivo che potranno godere del beneficio sono il comparto agricolo e le associazioni temporanee di imprese. Infatti, sono previsti due diversi contingenti di potenza: uno di 300 megawatt destinato al solo comparto agricolo per impianti di potenza fino a 1 megawatt; e un altro aperto alle associazioni temporanee di imprese (composte da almeno un soggetto del comparto agricolo) per impianti di qualsiasi potenza. A gestire il finanziamento definito dal PNRR e le modalità di accesso agli incentivi sarà il Gestore Servizi Energetici (GSE). Le caratteristiche minime e i requisiti che un impianto fotovoltaico dovrebbe possedere per essere definito “agrivoltaico” sono rintracciabili nelle “Linee Guida in materia di Impianti Agrivoltaici” diffuse dal Ministero della Transizione Ecologica. In particolare, gli impianti agrivoltaici devono rispondere a cinque requisiti, che sostengono in particolare la produzione sinergica di energia elettrica e prodotti agricoli senza compromettere la continuità dell’attività agricola e pastorale.

Nell’annunciare il decreto ministeriale, l’ente afferma come sia previsto «il riconoscimento di un incentivo composto da un contributo in conto capitale nella misura massima del 40 per cento dei costi ammissibili e una tariffa incentivante a valere sulla quota di energia elettrica prodotta e immessa in rete». Inoltre, è stato comunicato che «a essere sostenute saranno in particolare soluzioni costruttive innovative, prevalentemente a struttura verticale e con moduli ad alta efficienza». In un altro passo si afferma che va perseguita «la continuità dell’attività agricola e pastorale sottostante l’impianto per tutto il periodo di vita utile degli impianti e che siano monitorati il microclima, il risparmio idrico, il recupero della fertilità del suolo, la resilienza ai cambiamenti climatici e la produttività agricola per i diversi tipi di colture». L’idea, secondo quanto espresso dal ministro Pichetto Fratin, è di puntare all’autonomia energetica scegliendo le fonti rinnovabili e sostenibili salvaguardando al contempo la «vocazione agricola» del Paese.

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