Acqua ed economia circolare

La gestione oculata delle acque è quanto più necessaria per il nostro futuro.

1% riserva di acqua dolce effettivamente utilizzabile fra le risorse idriche del pianeta.

11% percentuale della popolazione europea che soffre di scarsità d’acqua.

17% porzione del territorio europeo che subisce gravi danni relativi alla scarsità d’acqua.

29% aumento della durata dei periodi di siccità sul pianeta dal 2000 rispetto ai decenni precedenti.

2 miliardi e 300 milioni di persone che nel mondo soffrono per la scarsità d’acqua.

160 milioni di bambini che soffrono le conseguenze di siccità ripetute e prolungate (Unicef).

2040 da quest’anno 1 bambino su 4 nel mondo vivrà in aree geografiche dove l’acqua scarseggia.

700 milioni di persone che emigrano da aree del mondo afflitte dalla scarsità e mancanza d’acqua.

220 litri di acqua potabile che ogni italiano consuma al giorno.

11 mila e 500 litri d’acqua necessari nella filiera per la produzione di carne.

42% acqua che si perde a causa dell’inadeguatezza delle infrastrutture di distribuzione in Italia.

ACQUA elemento indispensabile per qualsiasi attività umana e per la vita.

 

Incremento demografico, aumento del fabbisogno, sprechi, pratiche tutt’altro che virtuose, industrializzazione selvaggia, agricoltura non sostenibile e crisi climatica – qui ci si ferma ché l’elenco sarebbe troppo lungo – stanno mettendo in serio pericolo l’esigua riserva di acqua dolce effettivamente utilizzabile che resta sul pianeta Terra. Ormai, quasi a cadenza giornaliera si susseguono eventi legati al clima impensabili fino a qualche anno fa: dalla riduzione dei ghiacciai alla siccità estrema e quant’altro. La situazione non fa altro che peggiorare. Eventi definiti eccezionali sono ormai divenuti la norma, con ricadute nefaste sull’agricoltura, sui mari e, in generale, sulla nostra società.

Lo strumento migliore per combattere la desertificazione è la restaurazione ecologica dei territori afflitti o minacciati dal fenomeno riportando acqua e vegetazione originaria su terreni impoveriti dal riscaldamento globale o dall’eccessivo sfruttamento agricolo.

Fondamentale, inoltre, è porre in atto nuovi rimedi, fortemente necessari, come l’applicazione dell’economia circolare al ciclo dell’acqua. Nel nostro piccolo, ridurre gli sprechi casalinghi di acqua, così come di energia, è sempre una buona pratica da attuare. Più in grande, però, sono le strategie di gestione della risorsa acqua che andrebbero ripensate verso una sostenibilità di medio e lungo periodo, mettendo in campo azioni tendenti al risparmio e al riutilizzo della risorsa secondo i principi di economia circolare. Applicare i principi dell’economia circolare alla gestione dell’acqua vuol dire ridurre gli sprechi della filiera del servizio idrico, favorire il riutilizzo nei processi produttivi limitando gli scarichi finali, ottimizzare i trattamenti depurativi al fine del recupero di materia e di valorizzazione energetica, favorire il riutilizzo degli effluenti depurati e dei fanghi di depurazione.

Tutto ciò è in linea con la recente approvazione del nuovo Regolamento sul riutilizzo delle acque reflue definito dal Parlamento Europeo, che si applicherà a partire dal giugno 2023. Infatti, grazie ai rapporti della Commissione UE e delle principali organizzazioni internazionali, “Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea)” e “Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile” hanno avviato un gruppo di lavoro sulla gestione dell’acqua e la transizione verso un modello di economia circolare nell’utilizzo delle risorse idriche. Per favorire tale transizione vi sono, per l’appunto, il riutilizzo delle acque reflue depurate e la gestione dei fanghi di depurazione secondo pratiche di economia circolare.

Il riutilizzo degli effluenti depurati è un’esigenza per porre un freno ai crescenti problemi di scarsità idrica garantendo la disponibilità di risorse idriche non convenzionali, soprattutto per scopi agricoli. Infatti, il nuovo “Regolamento (EU) 2020/741” definisce una nuova filiera di gestione delle acque urbane depurate, le soglie di qualità ammissibile in relazione agli usi, individua gli attori coinvolti e le responsabilità per poter garantire un utilizzo sicuro della risorsa. Dall’altra parte, la gestione dei fanghi di depurazione è l’aspetto di maggior rilievo per una effettiva conversione degli impianti di depurazione in quelle che sono definite “bioraffinerie”. Questo perché i fanghi offrono numerose opportunità di recupero di energia e di materie prime, ovvero un’esigenza di carattere ambientale volta a superare le problematiche di gestione.

A proposito, il prossimo 14 luglio 2022 si terrà a Roma la III edizione della “Conferenza nazionale sul clima”, organizzata da Italy for Climate. L’evento avrà luogo all’Auditorium del Museo Ara Pacis e sarà patrocinato dal Ministero per la Transizione Ecologica, dalla Commissione Europea e da RAI per la Sostenibilità. Punto centrale della conferenza sarà la discussione riguardo la “Crisi energetica e climatica: la nuova roadmap per l’Italia”. In tale incontro verranno presentate una serie di proposte che, se attuate, dovrebbero consentire di realizzare una vera accelerazione della transizione energetica in Italia, in risposta alla attuale crisi climatica ed energetica.

Fonte: fondazionesvilupposostenibile.org