Climate Change Theatre Action

Il palcoscenico in azione per la sensibilizzazione ambientale.

Negli ultimi anni, grazie a una sempre maggiore sensibilità per l’ambiente e a causa delle preoccupazioni per il cambiamento climatico, anche il mondo del teatro, al pari con altri settori della cultura, si è prodigato per diffondere il messaggio di un approccio ecosostenibile alla vita e alla sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente.

In questo solco si inserisce il progetto Climate Change Theatre Action. Nato nel 2015 dall’idea di Elaine Ávila, Chantal Bilodeau, Roberta Levitow e Caridad Svich, durante questi anni sta proponendo nei teatri di tutto il mondo una serie di letture e spettacoli di brevi rappresentazioni teatrali che hanno come tema principale, appunto, il cambiamento climatico. L’iniziativa ha preso lo spunto dal modello lanciato dalla NoPassport Theatre Alliance, vecchio progetto nato nel 2003 negli Stati Uniti e basato su performance dedicate alla difesa e alla promozione interculturale. Il progetto teatrale è aperto a tutti, si occupa di divulgazione scientifica, di formazione dei giovani e funge anche da catalizzatore del dibattito politico. Infatti, “Climate Change Theatre Action” usa il palcoscenico per riunire le comunità, incoraggiarle a intraprendere azioni locali e globali sul clima: gli spettacoli sono gratuiti, vengono date indicazioni su come produrre eventi e come gestire il marketing, secondo un modello che incoraggia l’autodeterminazione e dà la possibilità a chiunque di impegnarsi per rivelare il proprio potenziale creativo e mettersi al servizio del bene comune.

Ogni due anni, 50 drammaturghi professionisti, in rappresentanza di tutti i continenti – nonché di diverse culture e nazioni indigene dei nativi americani – sono incaricati di scrivere spettacoli teatrali di cinque minuti su un aspetto della crisi climatica. La serie di spettacoli è quindi poi messa a disposizione per i produttori e i collaboratori interessati a presentare uno degli eventi durante la finestra temporale del progetto. Le rappresentazioni svariano dagli spettacoli teatrali pubblici veri e propri ai programmi radiofonici, dai podcast agli adattamenti cinematografici: le possibilità sono davvero infinite! Inoltre, i collaboratori possono progettare da sé il loro evento per raggiungere la sensibilità delle comunità locali dei luoghi in cui si svolgeranno gli eventi e includere anche materiale aggiuntivo di artisti locali.

Per sottolineare la parte attiva del progetto Climate Change Theatre Action, i collaboratori sono anche invitati a pensare a un’azione educativa, sociale o politico/civile che possa essere incorporata nell’evento. Si può coinvolgere la comunità scientifica, le università, le organizzazioni ambientaliste locali, le realtà imprenditoriali sensibili al tema scelto e così via. L’obiettivo è di presentare le pièce ogni due anni in concomitanza con gli incontri della COP (Conference of the Parties) delle Nazioni Unite.

In Italia la sfida è stata raccolta da “Art Aia – Creatives / In / Residence” grazie all’attore e regista Giovanni Morassutti, il quale da tempo è attivo promotore di temi legati all’ambiente, al riscaldamento globale, alla biodiversità e all’uso di pratiche sostenibili, invitando anche altre comunità artistiche ad intraprendere azioni di sensibilizzazione sul territorio. Infatti, grazie all’appoggio di altre istituzioni – come Legambiente per esempio – ultimamente l’attore ha firmato la regia di un evento teatrale legato al progetto Climate Change Theatre Action che si è svolto sulle rive del fiume Tagliamento, ampio bacino fluviale del Friuli-Venezia Giulia, tra i pochi fiumi ancora morfologicamente intatti e preservati. La rappresentazione proposta il 16 ottobre scorso, al tramonto, sul fiume friulano si intitolava “When”, è stata scritta dalla ricercatrice e drammaturga canadese Wren Brian. Si tratta di «un testo che svela l’anima del rapporto tra esseri umani, evocando ricordi e speranze universali» che l’autrice ha composto traendo ispirazione dopo aver vissuto nella riserva indiana del Ta’an Kwach’an nello Yukon, in Canada. Un’esperienza che le ha fatto «prendere coscienza della necessità di reimparare a rapportarsi con la natura». Durante l’evento – vero e proprio momento di incontro con la comunità di Morsano al Tagliamento e in cui hanno recitato due attrici locali – vi sono stati interventi di esperti sul tema del cambiamento climatico, sono state date informazioni sull’uso di energia pulita e rinnovabile, si è mangiato e bevuto a km zero promuovendo prodotti del territorio e rispettando i principi di un’alimentazione sana.

Il progetto Climate Change Theatre Action, intanto, va avanti. Raggiunti gli obiettivi in occasione della COP di Glasgow in chiusura del 2021, già guarda ai prossimi mesi e agli appuntamenti che verranno. Il primo evento teatrale, intitolato “Environmental Injustice: Indigenous Peoples’ Alternative”, è in calendario per il 21 maggio 2022 al Musée d’ethnographie di Ginevra. Contemporaneamente, anche il progetto genitore del Climate Change Theatre Action, ovvero The Arctic Cycle, sta lavorando sodo per proporre nel 2022 una nuova serie di commissioni per drammaturghi/compositori, una borsa di studio e, ovviamente, il ritorno sul palco mantenendo viva la sfida del dialogo sulla crisi climatica globale e ispirare le persone ad agire.

Fonte: climatechangetheatreaction.com