Auto elettriche e batterie riciclate

Protezione ambientale e risparmio per il portafoglio. Al giorno d’oggi il settore automobilistico e, in generale, del trasporto su gomma guarda sempre di più alla sostenibilità ambientale. Il primo punto da tenere in considerazione è l’incentivazione all’utilizzo delle auto elettriche: la soluzione finora trovata è il ricorso alle nuove tecnologie per innovare la produzione e agli ormai famosi sostentamenti finanziari “Ecobonus”.

La finalità è la riduzione dell’uso di auto a benzina, man mano sostituite da quelle elettriche. Insomma, con la decarbonizzazione si sta cercando di passare dai litri ai kilowatt. Il passaggio dall’una all’altra tipologia di auto consente di limitare le emissioni di CO2 nell’atmosfera, puntando a minori consumi e a un miglior rendimento energetico. Il discorso vale per ogni tipo di veicolo, dalle citycar alle berline e alle auto cosiddette crossover. Per fare un esempio, con un impianto fotovoltaico di soli 3 kW di potenza posto sul tetto della propria abitazione per effettuare la ricarica della batteria, si possono avere a disposizione circa 4050 kWh completamente auto-prodotti e praticamente a costo zero. Inoltre, grazie appunto alle agevolazioni fiscali, oggi in Italia è possibile abbattere i costi di acquisto e installazione degli impianti fotovoltaici, oltreché per l’acquisto delle auto elettriche.

L’altra soluzione, il secondo punto da tenere in considerazione nel campo automobili e sostenibilità, è il sempre più diffuso riciclo e riuso dei componenti delle vetture, sia per la loro stessa produzione di fabbrica, sia per contribuire allo sviluppo di una economia circolare nel settore. In Europa, negli ultimi tempi, stanno prendendo piede, anzi sono già stati posti in essere, alcuni progetti di grande impatto. L’idea è quella di mettere in atto misure efficaci in termini di protezione ambientale e uso efficiente delle risorse, ma anche dal punto di vista dell’investimento finanziario. 

Giganti dell’automotive come Volvo, Scania, BMW, Skoda (gruppo Volkswagen) e Nissan, tanto per citarne qualcuno, stanno concentrando i loro sforzi nel rivoluzionare sia la produzione delle batterie che vengono poste sulle auto, sia il riciclo e il riutilizzo dei materiali. Dunque, per minimizzare l’impatto sull’ambiente, ridurre le risorse utilizzate e limitarne la perdita, massimizzando al tempo stesso la loro circolazione, Skoda ha dato vita al “FabLab”, un laboratorio dedicato esclusivamente all’innovazione. Il centro concentra i suoi sforzi nel riciclo applicato alla manutenzione idraulica, dunque sullo stato di salute dei lubrificanti: nel 2020, grazie a tali studi, Skoda ha risparmiato almeno 100 tonnellate di olio con un risparmio di 200mila Euro sugli acquisti, anche incrementando l’affidabilità della linea produttiva stessa.

Il riciclo applicato ai materiali riguarda l’intera catena di fornitura: dalla gestione circolare del vetro alla gomma, dalla verniciatura alla creazione di componenti fatti al 100% di materiali riciclati, in particolare quelli di plastica, finanche al settore degli imballaggi. Un esempio illuminante è l’utilizzazione di 318 bottiglie di plastica riciclata per assemblare gli interni e parte del vano motore di ogni Enyaq iV (Suv elettrico del gruppo Skoda): tappetini, bagagliaio, sedili, plancia, portiere e così via. Infine, le batterie di Enyaq iV vengono riutilizzate all’interno dei sistemi di stoccaggio di energia dello stabilimento.

Un’altra eccellenza che fa ben sperare per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale “che la Terra ci chiede”, ma soprattutto che può incentivare ognuno, nel suo piccolo, a fare una scelta futura ecosostenibile quando vorrà acquistare un auto, è l’opera messa in campo dall’azienda svedese Northvolt, la quale ha creato la prima batteria per auto elettrica utilizzando materiali riciclati provenienti da altre batterie. Il fine del programma “Revolt”, che prevede l’assemblaggio di batterie agli ioni di litio utilizzando materiali riciclati, sarà recuperare addirittura 125mila tonnellate di batterie per costruirne delle altre! Un risultato possibile grazie al recupero di nichel, cobalto e manganese tramite una soluzione acquosa che separa i metalli utilizzabili dai materiali di scarto.

Per finire questa carrellata che fa ben sperare è doveroso citare quanto sta facendo l’azienda Nissan. Il costruttore giapponese, infatti, ha deciso che consegnerà alla East Japan Railway Company (agenzia che si occupa dei trasporti su ferro) le batterie delle auto elettriche Nissan Leaf lanciate a fine 2010. Esse sono particolarmente durature e resistenti al tempo ma, ora che sono ormai giunte a fine vita, rinasceranno per un riutilizzo nei passaggi a livello che si trovano sparsi sulla rete ferroviaria: insomma, un caso di economia circolare di primo piano che darà una “seconda opportunità” agli accumulatori di energia e ridurrà il generale impatto ambientale.